Archivio per Gennaio 2009

Google Maps, MySQL e PHP

Nuovo articolo sul blog tecnico c-API-amoci. Questa volta introduco,  per concludere in un prossimo post,  un tutorial per l’utilizzo di dati geografici contenuti un database al fine di visualizzarli su una Google Map.  Dal punto di vista didattico è un’ottima occasione per coloro non hanno mai utilizzato strumenti quali MySQL e PHP e vogliono cominciare a farlo. Buona lettura.

Una directory delle aziende italiane 2.0

Desidero condividere con Voi l’ottimo lavoro di Claudio Ancillotti dell’agenzia 2.0TaskForceItaly, che sta conducendo un progetto di tipo tassonomico sulle attività delle aziende italiane in ambito Web 2.0. Un ottimo spunto per conoscere, riflettere, segnalare.

@ TOP List Aziende 2.0 – Social Media Marketing

In Europa Twitter è una perdita di tempo

Nel solco della tradizione secondo cui l’America sarebbe sempre una spanna avanti rispetto all’Europa, vi segnalo quest’articolo apparso su Forbes, ripreso da M.V. Principato su Downloadblog.it. Il tema: il sostanziale disinteresse delle grandi aziende europee nei confronti di Twitter. Secondo l’articolo pare che molte corporate del Vecchio Continente non abbiano mai sentito parlare di Twitter, e nei rari casi in cui ciò sia accaduto, questa applicazione di microblogging sia addirittura considerata una perdita di tempo. Certamente i casi citati nel pezzo di Forbes non costituiscono un campione rappresentativo. Inoltre, è abbastanza complicato condurre un’analisi di respiro europeo su questo scarso appeal verso Twitter. La lettura dell’articolo mi spinge tuttavia a fare qualche considerazione più “nostrana”.
A metà e a fine Agosto mi ero già occupato di Twitter in una sorta di “lettera aperta” alle piccole imprese, dove evidenziavo che l’utilizzo di piattaforme 2.0 può consentire, a costi praticamente nulli se non quelli legati al knowledge, di migliorare i profili di business. Più che in altri paesi, in casa nostra l’adozione delle tecnologie da parte delle piccole imprese è un grande problema. Ci sono barriere di tipo culturale: storicamente, la competitività delle piccole aziende italiane è sempre passata per la leadership nei costi, aiutata dalle svalutazioni della lira, piuttosto che alla creazione di un vero valore aggiunto. Vi sono poi barriere di tipo infrastrutturale: ancora oggi i costi di collegamento a Internet sono elevati. Twitter non è certo la panacea di tutti i mali nè un strumento universale che possa andare bene a tutte le aziende. Nonostante questo, se spostiamo l’analisi su aziende più grandi, confesso di avere problemi di comprensione. Non riesco a capire come una grossa azienda, che magari spende milioni di euro in R&S o in pubblicità, non tenti di analizzare l’impatto sul proprio business di uno strumento come Twitter, non fosse altro perchè si tratta di uno strumento completamente gratuito. Qui il fattore culturale secondo me diventa preponderante. Da tempo, discipline quali CRM o il marketing relazionale non rappresentano più l’avanguardia degli studi di marketing. In Italia, tuttavia, sembra che l’applicazione di tali concetti si sia fermata semplicemente nell’attivazione dei call center. La nota dolente è che questi, più che un mezzo di relazione con il cliente, sono diventati un’esternalizzazione: curare seriamente i rapporti con i clienti costa e allora ci si affida a personale esterno, precario, spesso mal pagato, che non aderisce ai valori dell’azienda. Il risultato lo conosciamo: ognuno di noi ha una storia di disservizio da raccontare. L’errore di fondo è spiegato benissimo dal paradigma del marketing relazionale:

la qualità viene prodotta localmente nei momenti di verità delle interazioni acquirente/venditore.

Le mie argomentazioni mi conducono dunque ai soliti problemi italiani: la gerontocrazia dei CEOs, il pensiero unico, l’applicazione con molto ritardo dei concetti della scienza del marketing che si evolve, la scarsa attitudine alla tecnologia. Molti bloggers su questo aspetto cavalcano l’onda dell’ottimismo: esiste una generazione di uomini e donne, i famosi nativi digitali, che respirano quotidianamente tecnologia e applicativi web 2.0. Su questo punto, almeno in Italia, io sono cauto. Tempo fa ho assistito a una lezione universitaria in un corso di laurea in Comunicazione Pubblicitaria. Si parlava di applicazioni Web 2.0 e di branding virtuale. Sono rimasto sorpreso dalla scarsa conoscenza degli studenti persino di strumenti come il blog! Se questi ragazzi saranno gli esperti di marketing di domani, non usciremo mai da questo circolo vizioso che vede gli altri Paesi correre mentre noi segnamo il passo.

 Lascio a voi ulteriori riflessioni, critiche su quanto ho detto e, perchè no, segnalazioni di case study di aziende italiane che abbiamo incluso con profitto Twitter nelle proprie strategie.

Linkografia
@ Come i grandi brand utilizzano Twitter
@ Twitter for business: un case study. Dell
@ Why Europe’s CEOs Should Twitter
@ Twitter in Europa non attacca
@ Di quando sono tornato a scuola
@ Declino economico italiano (voce Wikipedia)

Caricare dati su una Google Map da un file XML

Segnalo il nuovo articolo che ho pubblicato sull’altro mio blog cAPIamoci; riguarda la visualizzazione su una Google Map di coordinate importate da un file XML. Ricordandovi che i contenuti sono leggibili anche da chi non ha grosse competenze tecniche ma ha voglia di capire qualcosa di più sulle API di Google Maps, auguro buona lettura.

Markers su una Google Map

Ho appena pubblicato un nuovo articolo nel blog “tecnico” cAPIamoci  che ho aperto da qualche giorno. Argomento: Overlay e markers su una Google Map: un primo esempio. Buona lettura a chi fosse interessato.

Controlli e metodi nell’utilizzo delle Google Maps

Brevissimo flash per informare che sul mio nuovo blog cAPIamoci ho appena pubblicato un articolo sull’utilizzo dei principali controlli e metodi che ci permettono di cominciare a personalizzare le Google Maps che desideriamo inserire nel nostro sito web. Buona lettura!

c API amoci: anno nuovo blog nuovo (ma blogger vecchio)

Il primo post dell’anno, piuttosto tardivo viste le feste, non riguarda gli argomenti trattati solitamente da questo blog ma un progetto che da qualche tempo frullava nella mia testa e quella di digitaladoptive.
Dunque, dopo l’apertura di Mashup, vede ora la luce un nuovo blog gestito dal sottoscritto, dal titolo cAPIamoci.
Il nuovo blog nasce dall’esigenza di trattare in un diverso spazio questioni di tipo più tecnico, ma con l’occhio sempre rivolto a chi si avvicina per la prima volta a certi argomenti.
Lo scopo sarà quello di introdurre e approfondire lo strumento delle API; per il momento si parlerà di Google Maps, vedremo poi cosa ci riserverà il futuro. 
Beh, cosa aspettate a dare un’occhiata e dirmi cosa ne pensate?


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