What is Web 2.0? Boh!

Spero mi scuserete se, nell’universo real-time e dinamico del web, mi permetto di segnalare un articolo del lontano 30 Settembre 2005.
Chiedo venia per questo mio sconfinamento nell’archeologia, ma penso di riguadagnare la vostra benevolenza quando constaterete che l’autore dell’articolo è Tim O’Reilly.
Per chi non lo conoscesse, questo signore è il fondatore forse della miglior casa di libri per informatica al mondo, pioniere del web-marketing con il suo portale GNN, convinto supporter del free software e dell’open source (Insomma vi basta?).
Tim O’Reilly è anche l’ “indagato numero uno” per avere lui stesso coniato la dizione “Web 2.0“.
“Perchè questa scelta?” vi starete chiedendo.
Beh, innanzitutto per dare la possibilità, a chi avrà la pazienza di leggermi ma soprattutto a me stesso, di apprezzare un “classico” dell’argomento.
In secondo luogo, penso che una riflessione seria sul Web 2.0 e sulla potenzialità di marketing che esso offre debba trovare radici in un apparato teorico solido.
Spero ricorderete quel tempo in cui il Web veniva tratteggiato come l’Eldorado: sembrava la nuova corsa all’oro, dove ogni azienda, poteva attingere a questo pozzo di San Patrizio immateriale per raccogliere utili a piene mani.

Beh, lo scoppio della Internet-bubble delle Borse mondiali del 2001 e i fallimenti che ne seguirono riportarono l’economia mondiale alla brusca realtà, per ricevere poi il colpo di grazia con l’11 Settembre (ma questa è un’altra storia).

Il problema è sempre il solito. Spesso si confondono gli strumenti con i fini. Nello specifico, una qualsiasi azienda, prima di affidarsi a piattaforme Web 2.0, DEVE PENSARE web 2.0, abbandonare il concetto di gerarchia, abbracciare quello di PARTECIPAZIONE, di CONDIVISIONE. Mutuando un piccolo estratto dall’articolo di O’Reilly, prima che una tecnologia Web 2.0 un’azienda di successo deve possedere una ATTITUDINE Web 2.0.

E allora mi piace fare un altro tuffo nell’archeologia e citare un piccolo passo della mia vecchia tesi del 1997, che ritengo molto attuale (e che suppongo vi linkerò a breve, per allietarvi (o guarirvi!) nelle vostre notti insonni.

Il marketing “tradizionale”, quello tipico del fordismo maturo per intenderci, non è divenuto improvvisamente un oggetto da museo. Tuttavia, bisogna riconoscere che nessuno può oramai sottovalutare le condizioni che possono portare al suo superamento. E’ piuttosto destabilizzante pensare al settore commerciale come svincolato dalla
componente logistica, o alla commistione (l’affermazione è volutamente forzata) che sempre più caratterizza marketing operativo e strategico. La telematica riduce sempre di più il divario tra pensiero e azione, tra breve e lungo periodo. E questo può spaventare molto.
Una volta di più, quindi, si ravvisa l’esigenza di grande cooperazione tra ricercatori ed operatori di mercato, con un rilievo critico nei confronti di questi ultimi. Non è pensabile per il management affrontare l’estrema turbolenza cui si sperimentano, va ricordato, soltanto i primi effetti, senza un riferimento preciso alla teoria e alla ricerca.

In breve: cari ragazzi, BISOGNA TORNARE A STUDIARE (io per primo).

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4 Responses to “What is Web 2.0? Boh!”


  1. 1 carlodaniele 27 febbraio 2008 alle 10:20 am

    Non fai male a citare l’articolo di Tim O’Reilly. Molto spesso ci si dimentica dei “classici”, ma rimangono sempre indispensabili.

    La questione che poni, a proposito dell’evoluzione del mkg tradizionale, è molto attuale non tanto dal punto di vista teorico (sembra che parliamo sempre delle stesse cose da almeno un paio d’anni), ma dal punto di vista pratico.

    Insomma, sembra che le imprese, soprattutto quelle dotate di minori risorse umane e organizzative (PMI, ovviamente, ma non solo) non siano in grado di fare il salto “antropologico”. Non hanno capito, cioè, quali sono i nuovi linguaggi del loro pubblico.

    Oltre a questo, non hanno ancora capito nemmeno le caratteristiche strutturali, morfologiche, dei mezzi di comunicazione che socialmente vanno diventando dominanti.
    Altro che mezzi di comunicazione, parlerei con assoluta convinzione di ambienti di relazione. E la relazione non si fa col mkg tradizionale.

    “Forget billboards” dovrebbe essere una massima da tenere costantemente presente da parte di chi si occupa di mkg&com oggi.

    Ma come fare il grande passo “antropologico”? Beh, questo è un altro discorso. Vado ancora più lontano di te, risalgo alle lontane origini: Marshall McLuhan: Understanding media. Secondo me è rimasto ineguagliato nell’analisi dell’influenza sociale (antropologica direi) dei media nell’evoluzione umana.

    p.s.: mi permetto di criticare la traduzione italiana che hai citato all’inizio del post. Forse si capisce di più se si legge l’articolo originale in inglese…

  2. 2 kirdan 27 febbraio 2008 alle 1:24 pm

    Indubbiamente il cambio di mentalità è il fattore decisivo, soprattutto per chi, come le piccole imprese, di fatto non possiede una reale Direzione Marketing e spesso si avvale o di consulenti delle Associazioni di Categoria o del fornitore informatico che spesso sventaglia soluzioni poi inutilizzabili da chi non fa dell’informatica il suo mestiere (“Apri l’account su Google, crea il blog e attiva il feed RSS, per i messaggi brevi twitta e geo-localizza con Flickr“).
    L’approccio migliore è senz’altro quello graduale, per permettere alla PMI di “digerire” quello che è un nuovo paradigma di comunicazione.

    E allora diamo il nostro (modesto) contributo alle piccole aziende nostrane citando una (tra le tante) micro-bussole in Rete con tanto di decaloghi

    http://www.scrivereperilweb.com/innovazione-dialogo

    Sulla traduzione hai perfettamente ragione. Ma visto il link diretto alla versione inglese ho ritenuto di riportare per mero amor patrio la traduzione italiana…

    Grazie dell’intervento

  3. 3 annarita 28 febbraio 2008 alle 10:03 pm

    Ciao, Kirdan! Grazie della visita.
    Ti segnalo uno dei primi post con cui ho iniziato nel luglio scorso questa avventura del blogging:

    http://websomethingelse.blogspot.com/2007/08/che-cosa-web-20.html

    A presto!

    Annarita

    ps: ti feedo;)

  4. 4 kirdan 29 febbraio 2008 alle 1:10 pm

    Cara Annarita,

    Non mi fai fare una bella figura citando la mia stessa fonte con 6 mesi e mezzo di anticipo… 🙂

    Non mi devi ringraziare sono io che ringrazio te per gli ottimi contenuto del tuo blog. E naturalmente digitaladoptive per avermelo segnalato… A presto


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