Archivio per novembre 2008

I met the media guru Joichi Ito

Ieri, 28 novembre, alla Mediateca di Santa Teresa a Milano si è tenuto, nell’ambito del ciclo di conferenze Meet the Media Guru, l’incontro con il pubblico di Joichi (Joi) Ito, alla quale ho assistito via Mogulus.
E’ molto difficile riassumere in poche righe un monologo di due ore e mezza. Provo allora ad isolare alcuni punti toccati da Joi Ito e che mi spingono a riflessioni un po’ particolari e sulle quali vorrei sentire la vostra.

Il diritto d’autore
Di fatto il diritto d’autore non è più esercitabile. Per sua natura qualsiasi cosa riproducibile, sia essa una canzone, una foto, un video può essere diffusa in Rete e non solo. Le politiche di difesa di questo diritto rendono alcuni beni ancora più costosi e portano di fatto a una sorta di escalation tra chi produce e chi utilizza illegalmente tali beni.
Le aziende del settore non hanno solo questo problema. Il paradigma open source ha dimostrato che è possibile produrre software di qualità a prezzi irrisori, grazie alla sforzo di persone che, pur non essendo pagate per il loro lavoro, riescono a profondere professionalità in prodotti di alto livello.
Bisogna allora a trovare altre strade, e qualcuno ci riesce. L’ultimo caso è quello del complesso Nine Inch Nails, che hanno messo in Rete, scaricabile gratuitamente, il loro ultimo album. Il loro guadagno, di ben 1,5 milioni di dollari, è arrivato non dall’originalità della loro musica ma dal merchandising.

Qui arriva la mia domanda: in un futuro oramai abbastanza prossimo, di cosa vivranno cantanti, scrittori, fotografi, registi? La mia risposta: di ciò che non è riproducibile: i concerti live e le magliette per i cantanti, le conferenze per gli scrittori, le mostre per i fotografi. O qualunque partecipazione personale che sia tornaconto per altri, ad esempio aziende che invitano presenze illustri per scopi pubblicitari.
In breve, la reputazione sarà l’unico bene sul quale si potrà guadagnare.
Bello, bellissimo: ma coloro che vivono attorno a queste persone? Che ne sarà degli attori, dei dipendenti di case editrici, di aziende musicali, ecc.?
Certamente, si guadagnerà ancora sulla produzione, i bulloni e i mattoni serviranno ancora, magari prodotti non da operai ma da macchine (come in parte già avviene già ora). Avremo solo artigiani del pensiero? A queste riflessioni, mentre ascoltavo Ito, se ne è aggiunta un’altra. Ho pensato a un mestiere che il Web 2.0 e 3.0 non cambieranno. Tante braccia serviranno ancora per la guerra.

Il videogioco
Il videogioco distingue noi dalle generazione che ci ha seguito. Quelli più o meno della mia età sono passati da Pong a giochi più sofisticati. Ma queste simulazioni, nelle nuove generazioni, hanno un ruolo preponderante. Rispetto al passato, il videogioco sviluppa, oltre ai riflessi, le facoltà motorie e intellettive, quanto e più della vita normale, dato che ormai il videogioco si gioca in Rete e diventa MMORPG . Secondo Ito si è arrivati ancora oltre: Il videogioco diviene veicolo di valori , sicuramente quelli della community, della partecipazione in generale. La domandona è: verso che cosa?

Il tempo
I nuovi apparati tecnologici ci portano ad una modalità di fruizione always on, sempre connessi, e con caratteristiche di persistenza. Stare in Rete diverrà come respirare. La nostra concezione del tempo, quella occidentale, quella scandita dai tempi del lavoro e del riposo, nasce nel medioevo con i monasteri. Questo ha portato a una separazione dal pensiero orientale. Si sta per arrivare a una riunificazione. Dal tempo monocronico si torna, in tutto il mondo, al tempo policronico. Quello che conta non è cioè il momento nel quale compi una certa azione, ma il contesto. Non è più necessario comunicare al nostro prossimo: “Ci vediamo alle dieci”. Con le nuove tecnologie, attraverso le quali saremo tutti connessi, ci si dirà: “Io sto andando là”, e la porzione della community interessata si incontrerà rendendo l’orologio un orpello inutile. Sta già succedendo anche a noi, basti pensare al concetto di Twitter come sincronizzatore di community.

Ci sarebbero tante altre cose da dire ma mi fermo qui. Aspetto i vostri commenti e vi indico qualche link di approfondimento.

@ Coldplay e Nine Inch Nails gratuiti su Internet
@ In Cina videogame patriottici contro la perdita dei valori
@ Monocronico e policronico
@ Il blog di Joi Ito

Social Network: i valori della community, le incognite della Rete

Un momento della conferenza

Un momento della conferenza

Riportando una frase di Elena/Velas, compagna di avventure nella blogosfera e SL,  La unAcademy riapre la stagione 2008/2009 con il botto 🙂
Alla Conference Hall dell’Accademia non Convenzionale della Cultura Digitale, su Second Life, ieri è stata proprio una bella serata. Di fronte a un folto pubblico (secondo gli standard del metaverso) il Presidente dell’Autorità Garante della Privacy, Francesco Pizzetti,  per due ore si è messo a disposizione degli avatar ed ha portato la visione personale e dell’Autorità che presiede sul binomio social network/privacy.
I rischi connessi all’utilizzo dei social network sono significativi, non solo per i cosiddetti nativi digitali ma anche per le vecchie volpi della Rete in grado di porre in atto tutta una serie di cautele.
Ho già parlato in questo blog dei casi Stacy Snyder e Caitlin Davis; secondo la Risoluzione sulla Tutela della privacy, un terzo dei responsabili del personale nelle aziende fa ricerche sulla Rete per verificare il profilo dei candidati. E per vedere quale sia la nostra presenza sulla Rete basta cliccare su siti come questo e il gioco è fatto. Anche lo pseudonimo a volte è un mantello troppo corto per mettersi al riparo da occhi indiscreti.

Il pericolo è dietro l’angolo anche per i più attenti. Vi racconto una storia personale. Qualche tempo fa su Facebook ho ritrovato una foto mia e del soggiorno di casa mia. Banalmente era una foto scattata da un compagno di studi e della quale mi ero completamente dimenticato. Certamente non c’è nessun danno in questo ma credetemi, per un attimo, mi sono sentito violato nella mia individualità, un po’ come, non so se lo avete mai provato, entraste in casa vostra e la trovaste svaligiata.
Insomma, essere taggati, tracciati, profilati è una eventualità tutt’altro che remota anche per gli esperti della Rete.

Ebbene, quali sono i rimedi a tutto questo?

La discussione con il Presidente Pizzetti si è subito focalizzata su quale sia il ruolo delle Autorità italiane ed estere. Alcuni interventi si sono concentrati sull’attività sanzionatoria di questi organismi, di fatto poco efficaci. Secondo il Presidente (beh, anche secondo il sottoscritto) questo aspetto non è rilevante… Nel mondo vi sono normative completamente diverse in tema di privacy, in molti paesi addiritura nessuna.
La strada è allora quella del coordinamento. Il lavoro in tal senso è buono visto che a Strasburgo ben 78 autorità si sono incontrate ad ottobre per creare un terreno comune. La via maestra è quella delle cosiddette raccomandazioni, della diffusione di buone pratiche, del coinvolgimento di utenti e amministratori di sistema: i primi, per aumentare il proprio grado di consapevolezza, i secondi nell’applicare processi di autoregolamentazione, di qualità nella gestione della riservatezza.
Nel mio piccolo, la mia proposta fatta al Presidente è stata quella di arrivare al cuore della società, promuovendo corsi di tutela della privacy personale nelle scuole, o facendo comunicazione attraverso i media tradizionali. Giusto per fare un esempio, Facebook ha superato una massa critica tale per la quale è necessario un intervento presso il grande pubblico.

Cosa porto a casa dalla conferenza di ieri sera? La mia opinione è noi utenti “vecchi”, non nativi digitali e con un po’ di esperienza di reti, di Internet, consci della transizione che stiamo vivendo (perchè conosciamo il valore della parola “privacy” sia prima che dopo l’introduzione di reti telematiche a larga diffusione), dobbiamo attivarci in quella che è una azione dal basso. Abbiamo il dovere, per quanto è in nostro potere, di fare formazione/informazione perchè siamo il cuscinetto tra una generazione (anche politica) che non comprende neanche il fenomeno ed un’altra che vive la Rete come esperienza quotidiana e preponderante di studio e di relazione.
Da questo punto di vista un sessantenne, ordinario di Diritto Costituzionale, utilizzatore di Internet come il prof. Pizzetti è un’ottima risorsa. Spero quindi che il livello degli interventi abbia convinto il Presidente che in Rete ci sono interlocutori affidabili e competenti per discutere di alcuni problemi (sembra di sì, visto che il Professore si è reso disponibile, sempre su SL, ad un incontro specifico).

Ringrazio lo staff Unacademy, tra cui Joannes Bedrosian,  per avermi dato questa possibiltà e, come da tradizione, chiudo il post con qualche link di approfondimento.

@ Il video della conferenza riportato da Brain2Brain
@ Il Pizzetti-pensiero in un vecchio articolo di Repubblica

Dal sito dell’Autorità Garante delle Privacy due documenti sintetici:
@ Garanti privacy mondiali su Social network: raccomandazioni a utenti e fornitori di servizi
@ Risoluzione sull’urgenza di addivenire ad una proposta congiunta finalizzata alla definizione di standard internazionali in materia di privacy

Social networking e privacy, matrimonio difficile

La notizia, del 5 novembre 2008 e apparsa il 9 in Italia, è un po’ vecchiotta ma non abbastanza per suscitare ulteriori riflessioni sulla privacy e la pervasività del Web 2.0.
Caitilin Davis era una delle cheerleader della squadra dei New England Patriots. Caitilin è stata espulsa dalla squadra poichè su Facebook sono apparse delle foto che la ritraggono mentre con una amica è intenta a scrivere con alcuni pennarelli sul corpo di un ragazzo addormentato parole “sconvenienti” e a disegnare svastiche.
Senza entrare nel merito del comportamento personale (ognuno può avere la sua opinione in proposito), il fatto è che Caitilin si aggiunge alla nutrita lista (tra cui Stacy Snyder di cui avevo già parlato in questo articolo) di coloro che si sono viste condizionare la vita personale e/o professionale a causa di un errato utilizzo di un social network.
Il rapporto tra privacy e nuovi media è per il sottoscritto un argomento di notevole interesse, approfitto quindi del caso Davis per segnalare il convegno “Social Network: i valori della community, le incognite della Rete“, che si terrà il 26 Novembre alle ore 21.00 nella Conference Hall di Unacademy su Second Life. Il relatore sarà il prof. Francesco Pizzetti, Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, moderatore Giovanni Boccia Artieri aka Johannes Bedrosian, professore della Facoltà di Sociologia dell’Università di Urbino.

@ Social Network: i valori della community, le incognite della Rete
@ Facebook colpisce ancora: espulsa cheerleader
@ Caitlin Davis’ life is not so cheery now

Corso Joomla! su Second Life: quarta ed ultima lezione

Alla fine la nave è giunta in porto ed è con una punta di malinconia che ripropongo le slides della quarta ed ultima lezione del Corso Joomla! per principianti, tenutasi ieri 12 Novembre 2008 nella land di Post Utopia.

L’esperienza si è rivelata molto interessante ed ha avuto un discreto successo. Sia Cirdan Maruti che Basarab Negulesco desiderano ringraziare Zygmunt Ballinger e Velas Lunansea, che li hanno supportati durante tutto il corso; e naturalmente tutti i partecipanti, che hanno avuto la pazienza di seguirci.
Oltre a darvi la possibilità di visionare le slides dell’ultima lezione, questo spazio vuole essere un piccolo forum, per confrontare le opinioni dei partecipanti e dare suggerimenti per i prossimi corsi. Vi aspettiamo!

Corso Joomla! su Second Life: terza lezione

Come è tradizione da qualche tempo a questa parte, ripropongo le slides della terza lezione del Corso Joomla! per principianti, tenutosi come di consueto sulla land di Second Life Post Utopia mercoledì 5 novembre. Il tema della serata, condotto magistralmente da Basarab Negulesco aka digitaldoptive è stato l’installazione e la configurazione di un template free scaricato da Internet. Mercoledì prossimo l’ultimo atto di questa bella avventura, cui speriamo di dare un seguito. Per chi fosse interessato sia io che Basarab Negulesco sono a disposizione anche per definire nuove date e orari. See ya inworld!


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