Social Network: i valori della community, le incognite della Rete

Un momento della conferenza

Un momento della conferenza

Riportando una frase di Elena/Velas, compagna di avventure nella blogosfera e SL,  La unAcademy riapre la stagione 2008/2009 con il botto 🙂
Alla Conference Hall dell’Accademia non Convenzionale della Cultura Digitale, su Second Life, ieri è stata proprio una bella serata. Di fronte a un folto pubblico (secondo gli standard del metaverso) il Presidente dell’Autorità Garante della Privacy, Francesco Pizzetti,  per due ore si è messo a disposizione degli avatar ed ha portato la visione personale e dell’Autorità che presiede sul binomio social network/privacy.
I rischi connessi all’utilizzo dei social network sono significativi, non solo per i cosiddetti nativi digitali ma anche per le vecchie volpi della Rete in grado di porre in atto tutta una serie di cautele.
Ho già parlato in questo blog dei casi Stacy Snyder e Caitlin Davis; secondo la Risoluzione sulla Tutela della privacy, un terzo dei responsabili del personale nelle aziende fa ricerche sulla Rete per verificare il profilo dei candidati. E per vedere quale sia la nostra presenza sulla Rete basta cliccare su siti come questo e il gioco è fatto. Anche lo pseudonimo a volte è un mantello troppo corto per mettersi al riparo da occhi indiscreti.

Il pericolo è dietro l’angolo anche per i più attenti. Vi racconto una storia personale. Qualche tempo fa su Facebook ho ritrovato una foto mia e del soggiorno di casa mia. Banalmente era una foto scattata da un compagno di studi e della quale mi ero completamente dimenticato. Certamente non c’è nessun danno in questo ma credetemi, per un attimo, mi sono sentito violato nella mia individualità, un po’ come, non so se lo avete mai provato, entraste in casa vostra e la trovaste svaligiata.
Insomma, essere taggati, tracciati, profilati è una eventualità tutt’altro che remota anche per gli esperti della Rete.

Ebbene, quali sono i rimedi a tutto questo?

La discussione con il Presidente Pizzetti si è subito focalizzata su quale sia il ruolo delle Autorità italiane ed estere. Alcuni interventi si sono concentrati sull’attività sanzionatoria di questi organismi, di fatto poco efficaci. Secondo il Presidente (beh, anche secondo il sottoscritto) questo aspetto non è rilevante… Nel mondo vi sono normative completamente diverse in tema di privacy, in molti paesi addiritura nessuna.
La strada è allora quella del coordinamento. Il lavoro in tal senso è buono visto che a Strasburgo ben 78 autorità si sono incontrate ad ottobre per creare un terreno comune. La via maestra è quella delle cosiddette raccomandazioni, della diffusione di buone pratiche, del coinvolgimento di utenti e amministratori di sistema: i primi, per aumentare il proprio grado di consapevolezza, i secondi nell’applicare processi di autoregolamentazione, di qualità nella gestione della riservatezza.
Nel mio piccolo, la mia proposta fatta al Presidente è stata quella di arrivare al cuore della società, promuovendo corsi di tutela della privacy personale nelle scuole, o facendo comunicazione attraverso i media tradizionali. Giusto per fare un esempio, Facebook ha superato una massa critica tale per la quale è necessario un intervento presso il grande pubblico.

Cosa porto a casa dalla conferenza di ieri sera? La mia opinione è noi utenti “vecchi”, non nativi digitali e con un po’ di esperienza di reti, di Internet, consci della transizione che stiamo vivendo (perchè conosciamo il valore della parola “privacy” sia prima che dopo l’introduzione di reti telematiche a larga diffusione), dobbiamo attivarci in quella che è una azione dal basso. Abbiamo il dovere, per quanto è in nostro potere, di fare formazione/informazione perchè siamo il cuscinetto tra una generazione (anche politica) che non comprende neanche il fenomeno ed un’altra che vive la Rete come esperienza quotidiana e preponderante di studio e di relazione.
Da questo punto di vista un sessantenne, ordinario di Diritto Costituzionale, utilizzatore di Internet come il prof. Pizzetti è un’ottima risorsa. Spero quindi che il livello degli interventi abbia convinto il Presidente che in Rete ci sono interlocutori affidabili e competenti per discutere di alcuni problemi (sembra di sì, visto che il Professore si è reso disponibile, sempre su SL, ad un incontro specifico).

Ringrazio lo staff Unacademy, tra cui Joannes Bedrosian,  per avermi dato questa possibiltà e, come da tradizione, chiudo il post con qualche link di approfondimento.

@ Il video della conferenza riportato da Brain2Brain
@ Il Pizzetti-pensiero in un vecchio articolo di Repubblica

Dal sito dell’Autorità Garante delle Privacy due documenti sintetici:
@ Garanti privacy mondiali su Social network: raccomandazioni a utenti e fornitori di servizi
@ Risoluzione sull’urgenza di addivenire ad una proposta congiunta finalizzata alla definizione di standard internazionali in materia di privacy

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7 Responses to “Social Network: i valori della community, le incognite della Rete”


  1. 1 romaguido 27 novembre 2008 alle 10:59 am

    Ancora una volta grazie, Cirdan,
    speravo proprio che qualcuno si facesse carico di mettere al corrente i non residenti (me compresa) di quanto detto alla conferenza.
    Concordo con te sulla necessità di mettere in guardia i nativi da un uso indiscriminato dei social network e sulla esigenza di prevenire un atteggiamento troppo spensierato e disinvolto nei confronti della rete.
    Continuerò a seguirti con interesse; tienimi presente laddove ritenga che il mio modesto contributo possa essere di una qualche utilità.
    Buon lavoro!

  2. 2 Cirdan il Timoniere 27 novembre 2008 alle 11:20 am

    Ovviamente non sono l’unico, oltre al già citato video su Brain2Brain puoi anche dare una occhiata all’articolo del moderatore Giovanni Boccia Artieri su http://mediamondo.wordpress.com .
    Tu e i tuoi collaboratori lavorate con gli studenti, sarebbe interessante sapere se avete parlato dell’argomento o se dal Ministero si pensa almeno lontanamente a queste problematiche (ho paura di sapere già la risposta…)
    Il tuo contributo è ovviamente sempre ben accetto, anzi intanto approffitto per girare il link del vostro blog

    http://tutoronlinequalificati.wordpress.com/

    e del link su catepol che avete inserito

    http://www.catepol.net/2008/11/17/privacy-and-social-network/

    Per il resto, sarò ripetitivo ma… ti aspetto nel metaverso

  3. 3 romaguido 27 novembre 2008 alle 2:29 pm

    Ciao, Cirdan,
    spero di provvedere alla mia grave lacuna di pressochè totale ignoranza del metaverso e per questo mi sono procurata anche un potenziale cicerone in Second Life, gmc Carter del mondo di Gor (dici che la questa mia è violazione della privacy? Se così fosse ti prego di provvedere ad eliminare gli eventuali dati sensibili).
    Attualmente non ho classi sulle quali intervenire direttamente, ma sarebbe sicuramente molto interessante poter comcepire un progetto che possa avere una ricaduta ancora più ampia.
    Grazie ancora.

  4. 4 Antonella 1 dicembre 2008 alle 4:45 pm

    Complimenti per il bel post.
    Come ti ho detto anche sul post di Kublai non farti problemi a segnalare temi e post interessanti…anche se venissero dal tuo blog.
    Grazie e a presto!


  1. 1 Repubblica.it - Blog - Scene Digitali » Blog Archive » In Second Life con il Garante Trackback su 27 novembre 2008 alle 11:53 am
  2. 2 Rete, sicurezza e privacy: Europa avanti, Italia al palo « Il blog di Cirdan il Timoniere Trackback su 13 febbraio 2009 alle 11:13 am
  3. 3 Privacy e social networks, un aiuto dal Garante « Il blog di Cirdan il Timoniere Trackback su 12 agosto 2009 alle 12:50 pm

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