Archivio per settembre 2012

Vite brevi

[Capax]:“Comunque mi e’ andata bene, no? Voglio dire, quanti anni, quindicimila? Abbastanza bene, no? Ho vissuto un bel po’ “.
[Morte]: “Hai vissuto quanto gli altri: una vita intera. Ne’ più ne’ meno.”
 

Stamattina ho saputo che è morto Alessandro. Io e Alessandro non ci siamo mai incontrati, lui stava a Roma ed io in Romagna. Con Alessandro non ci siamo mai parlati, lui aveva un blog, sul quale non ho mai lasciato nessun commento, ed un account Friendfeed dal quale parlava delle sue piccole vittorie e delle tante sconfitte contro il suo male incurabile. Alessandro era un po’ come Don Chisciotte, però andava incontro al mulino a vento in sella alla sua Vespa e con la sua chitarra elettrica in resta.

Io una volta la morte in faccia l’ho vista, ma proprio proprio bene, e come penso sia accaduto per altri che hanno avuto la mia esperienza, io della morte non ho più paura.  Del dolore, però, soprattutto del dolore degli altri, ho sempre fatto molta fatica a parlarne. Così, leggendo delle peripezie di Alessandro, mi veniva molto difficile commentare qualcosa di diverso dal “Bravo”, “Forza!”“Daje!” e cose così. Pensate, gli stessi incitamenti che ho dato a mio figlio quando ha scritto la sua prima parola o ha pedalato per la prima volta con la bici senza rotelle, li ho riservati a chi doveva assumere morfina per difendersi dal dolore che gli procurava il corpo devastato dal cancro.

Io un po’ mi vergogno di questa cosa, e sarà per questo che reagisco diversamente dal solito. Perchè vedete, il fatto è che non piango quasi mai. Forse per carattere, o esperienze, o tutte e due le cose, tendo a trattenere tutto dentro. Per Alessandro, che non ho mai incontrato, con il quale non ho mai parlato, stavolta faccio fatica. Ciao Ale.

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