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La mia Via degli Dei

Via degli DeiI sogni nel cassetto, a mio parere, devono essere piccoli sogni in piccoli cassettini, così ne possono essere aperti tanti durante la propria vita. Uno dei miei sogni nel cassettino era quello di percorrere la Via degli Dei, una “passeggiata” lungo l’Appennino da Bologna a Firenze, sulle orme degli antichi Romani (e probabilmente degli Etruschi). L’escursione era già stata pensata l’anno scorso e rimandata, prima attorno al 25 aprile, poi attorno al 1°maggio, per il maltempo. Quest’anno, ancora una volta, il tempo non è stato dei migliori, ma considerando che non c’erano particolari previsioni di pioggia, e che ormai mordevo il freno da quasi un anno, ho deciso di partire.

E’ stata una esperienza difficoltosa e meravigliosa allo stesso tempo. Non farò la cronistoria, sarebbe forse noiosa e inutile, senza contare che in Rete si trova di tutto. Qualche consiglio, in base alla mia personalissima esperienza,  vorrei però darlo:

Il periodo

Non credo che fine aprile sia il periodo migliore. Come dicevo, l’anno scorso ho dovuto rimandare il viaggio per le condizioni meteo avverse, e quest’anno ho trovato moltissimo fango che non mi ha certamente agevolato nel cammino. Mi sono perso anche molti panorami a causa della nebbia, e ho voluto/dovuto modificare il percorso originale per sicurezza. Forse il periodo migliore è dopo i primi quindici giorni di maggio, facendo attenzione a non chiudere la tappa al Mugello in occasione del Gran Premio perché, se non volete dormire in tenda fuori dai centri abitati, è quasi certo che non troviate un posto libero

L’allenamento

Sono un appassionato discontinuo di trekking e mi piace camminare. Da poco ho iniziato a correre qualche km (riesco a passare per un pelo il test del moribondo). Senza allenamento secondo me, specie alla mia età (45 anni) non vai da nessuna parte. Penso però che un minimo di preparazione sia sufficiente, purché, di questo ne parliamo dopo, non esageriate con il peso sulle spalle!

L’equipaggiamento

Sono partito con uno zaino che complessivamente (considerato cioè lo zaino stesso) non superava i 10 chili (io ne peso 75, anzi 73 dopo la camminata, per 1,85 di altezza). Cosa conteneva lo zaino? Tre magliette tecniche manica corta, slip, calze, una maglietta tecnica manica lunga, un giubbotto tecnico traspirante, un k-way, un pile (l’ho usato solo in albergo), scaldacollo, un coltello (mai usato ma lo ritengo uno strumento di emergenza oltre al fischietto e a qualche decimetro di corda). Più le dotazioni “classiche”: telefono, caricabatterie, usb power bank (batteria esterna per cellulare) e qualche altro oggettino. L’acqua non deve mai mancare, io ne portavo un litro e mezzo, dopo San Luca e il Parco Talon è più complicato trovare fonti.

Gli errori che ho fatto

Come dicevo sono un appassionato discontinuo di trekking per cui ritengo che non avrei dovuto commettere due grosse leggerezze:

1) Le scarpe: mi sono preparato al viaggio con un paio di scarpe (basse) ma quando ho visto le condizioni del tempo variabili ho deciso di utilizzare il classico scarponcino alto (usato nel passato) che però ho usato solo una volta prima della partenza. Non ne soffro normalmente, ma sono venute le vesciche fin dal primo giorno. Non fate il mio stesso errore.

2) La carta: avevo una guida con delle carte 1:50000, troppo poco dettagliate nel caso tu debba fronteggiare imprevisti. Avevo con me il GPS caricato con waypoint strategici, ma il GPS non era cartografico. Alla fine del primo giorno pensavo che il luogo dove avrei pernottato era a 2,5 km da me: questo però se ci fosse stata la galleria, visto che il punto si trovava dalla parte opposta di una collina! Il percorso che ho fatto non è stato quello classico, a causa delle condizioni meteo non troppo buone. A quel punto il GPS mi è servito solo come bussola. In breve, una carta 1:25000 sarebbe stata l’ideale.

Al di là di questi “imprevisti” (chi cammina per boschi sa bene quali sono i veri imprevisti) è stato un viaggio meraviglioso, tanto desiderato ancor prima che esser tanto vissuto. E’ stato bello incontrare, anche solo per poche centinaia di metri,  viandanti come me, ciascuno con le sue storie. Viandanti di cui non so neanche il nome, ma con il quale si crea un legame, una vicinanza, solo per il fatto avere il medesimo obiettivo e di condividere la stessa fatica. E la compagna di tutto il viaggio, la Natura, paesaggi diversi, pianura, golena, arenarie plioceniche, calanchi, boschi, praterie sommitali, e ancora prati, orchidee selvatiche, querce, faggi e poi cipressi quando scendi dall’altra parte. E infine la Storia, storie di commerci e di eserciti: camminare sulle orme degli antichi Romani, su (piccoli) tratti di strada quasi perfetti , 8 piedi romani, due metri e quaranta di larghezza, lastricati di pietre. Tutto questo mi rimarrà nel cuore per sempre.

Non vi voglio annoiare oltre, se siete qui, forse, è anche perché voi stessi state pianificando la via. E allora vorrei condividere con voi la cosa più importante: un percorso studiato a tavolino, con tanti waypoint, ed il percorso effettivo, la “mia” via degli dei, piena di deviazioni, di errori, di sudore, di tempo perso e di meraviglia. Due tracce da caricare sul vostro GPS, in modo da stare ancora più tranquilli.

E se andate, fatemelo sapere. Mi farete riaprire quel cassettino.

Linkografia brevissima

Il tempo ritrovato

 Che ti move, o omo,
 ad abbandonare le proprie tue
 abitazioni delle città,
 e lasciare li parenti e amici,
 ed andare in lochi campestri
 per monti e valli,
 se non la naturale
 bellezza del mondo?
 (Leonardo da Vinci)
 Home is behind
 The world ahead
 And there are many paths to tread
 Through shadow
 To the edge of night
 Until the stars are all alight
 Mist and shadow
 Cloud and shape
 Hope shall fail
 All shall fade
 (Peregrino Tuc)

Sasso di SimoneErano troppi, troppi anni che non lo facevo. E finalmente quel giorno è tornato. Ho preso lo zaino, ci ho messo una tenda, un sacco a pelo e poco altro e ho camminato, camminato, finchè non ho trovato il posto dove piantare la tenda per passare la notte.
Un’ora e mezzo di cammino,  in compagnia, in salita, il cuore che batte forte per la fatica ma anche per quella passione ritrovata, per quei faggi a perdita d’occhio, per quel silenzio che non è proprio silenzio, se non per le nostre orecchie di cittadini. Fino allo spiazzo, un’area attrezzata con panchine, un tavolaccio e un camino. Una grossa comodità, dove comunque è la Natura che detta le regole.
Le chiacchiere, il fuoco, il vino, le stelle, valgono bene una notte movimentata: sveglia alle 00.40, poi alle 2.40, poi alle 5.10; I rumori del bosco al quale non sei più abituato, il ramo che si stacca e si schianta non troppo lontano, il gufo, le mucche romagnole insonni.

La cisterna principale della Città del Sole, ancora ben conservata

Il mattino dopo un altro piccolo giretto, verso la cima del Sasso Simone e  i resti della  Città del Sole, dove l’uomo ha dovuto soccombere alla Natura che sa essere impietosa.

E poi giù, verso la civiltà, verso un piatto di tagliatelle al tartufo. E verso casa. Con nuove idee di “avventure”, prima che sia troppo tardi.

Mappa degli alberi monumentali del Comune di Rimini

Guida agli alberi monumentali e di pregio del Comune di RiminiVado leggermente OT (ma solo leggermente, lo capirete più avanti) rispetto agli argomenti normalmente trattati su questo blog. Da qualche anno sono una Guardia Ecologica Volontaria (GEV), una figura istituita con la Legge Regionale Emilia-Romagna n. 23 del 1989. Le GEV, tra i compiti affidatigli, promuovono la cultura ambientale e concorrono ai compiti di protezione dell’ambiente, accertando violazioni e applicando sanzioni. All’interno delle GEV di Rimini è presente un Gruppo Censimento Arboreo. Tale Gruppo ha lo scopo di cercare, all’interno del territorio provinciale riminese, gli alberi monumentali o comunque di pregio (anche in forma di filari), censirli (laddove ci siano i requisiti, la regione applica forme particolari di tutela ai sensi dell’art. 6 della Legge Regionale Emilia Romagna n. 2 del 1977) e tenerli sotto osservazione.

Ma cosa sono esattamente gli alberi monumentali? Sono quegli esemplari arborei che presentano caratteristiche eccezionali di vetustà e di connessione al territorio, che ne esaltano l’importanza, rispetto all’insieme del patrimonio arboreo di una data zona.

Nel comune di Rimini ci sono circa 42000 alberi, di circa 190 specie, e tra questi spiccano alcuni esemplari particolari. Parliamo di esemplari tra i 100 e i 300 anni, sopravvisuti alla antropizzazione selvaggia del territorio. Si tratta di alberi riconducibili a due grossi macrogruppi: querce discendenti dalla macchia mediterranea medievale e alberi di pregio anche non autoctoni ma messi a dimora secondo il gusto estetico e botanico dell’inizio del 1800.

Nel 2010 ho contribuito a una piccola pubblicazione, “Alberi monumentali e di pregio del Comune di Rimini“, ideato e realizzato con l’Assessorato alle Politiche Ambientali ed Energetiche del Comune di Rimini.

Rientro almeno parzialmente sugli argomenti di questo blog dicendo semplicemente che, a partire dai dati raccolti per quella pubblicazione, ho creato una semplicissima Google Map sulla quale sono collocati 24 esemplari arborei del Comune di Rimini, corredati da descrizione ed una piccola immagine. Per adesso è solo un punto di partenza, visto che l’idea generale è un database, anche a partire dai dati raccolti dalle istituzioni, di tutti gli alberi sottoposti a tutela della Provincia di Rimini o comuunque meritevoli di segnalazione da parte del Corpo di cui faccio parte) .

La mia speranza è che qualcuno di voi, mentre va in giro per il territorio riminese, dopo una giornata di spiaggia o in qualsiasi periodo dell’anno, prenda in mano il proprio smartphone, si connetta a Internet e attraverso questo piccolissimo lavoro possa conoscere un ulteriore aspetto della città in cui risiedo dal 2000.

La mappa è naturalmente pubblica e si trova a quest’indirizzo. Altre informazioni sulle GEV o sui patriarchi arborei le potete trovare nella breve linkografia qui sotto. Buona gita tra gli alberi!

# Guardie Ecologiche Volontarie – Rimini
# Guida ai patriarchi arborei della provincia di Rimini
# Banca dati degli alberi monumentali della Regione Emilia-Romagna

Query spaziali su Google Fusion Tables

E’ stata da poco rilasciata una nuova funzionalità per l’utilizzo delle Google Fusion Tables. L’ottimo servizio di gestione dei dati by Google da questo momento supporta anche le query spaziali!
Diverse sono le possibilità, tra cui determinare i punti di interesse che si trovano all’interno di una determinata area (rettangolare o circolare) oppure determinare il numero di elementi desiderati che si trovano nelle vicinanze di una particolare coppia di coordinate.

Stavolta la mia scelta è quella di non apportare particolari modifiche al codice riportato da Google e di farvi vedere solo uno degli esempi.
Mi sono limitato dunque a prendere dei dati già presenti in Internet (più precisamente l’indirizzo degli uffici postali presenti nella Provincia di Rimini) e li ho caricati in una Google Fusion Table, registrata all’indirizzo http://tables.googlelabs.com/DataSource?dsrcid=305567 . Il caso che vi propongo è quello di selezionare gli “n” uffici postali più vicini a un determinato punto della mappa.

Quello che è davvero interessante è che, per implementare la selezione all’interno del codice javascript, viene utilizzata una notazione “SQL-like” e quindi di facile comprensione

query: “SELECT indirizzo FROM ” + tableid + ” ORDER BY ST_DISTANCE(indirizzo, LATLNG(44.03, 12.56)) LIMIT 5″

tableid è la variabile che contiene il nome della Fusion Table, per il resto si tratta di una semplice query SQL dove i parametri sono il punto da cui calcolare le distanze (44.03, 12.56) e LIMIT, cioè il numero di punti da considerare (nel nostro caso 5)

Il codice finale è questo:

<!DOCTYPE html>

<html>
<head>
<meta name=”viewport” content=”initial-scale=1.0, user-scalable=no” />
<meta http-equiv=”content-type” content=”text/html; charset=UTF-8″/>

<style>
#map_canvas { height: 300px; width:600px; }
</style>

<script type=”text/javascript” src=”http://maps.google.com/maps/api/js?sensor=false”&gt;
<script type=”text/javascript”>

// definisce la tabella di Google Fusion da caricare

var tableid = 305567;

function initialize() {

map = new google.maps.Map(document.getElementById(‘map_canvas’), {
center: new google.maps.LatLng(44.03, 12.56),
zoom: 10,
disableDefaultUI: true,
navigationControl: true,
navigationControlOptions: {style: google.maps.NavigationControlStyle.MEDIUM},
mapTypeId: google.maps.MapTypeId.ROADMAP  });

//definisce il layer da visualizzare: la query e’ di tipo ‘Simil SQL’ e seleziona i 5 indirizzi (parametro LIMIT) più vicini al punto con coordinate 44.03 12.56
layer = new google.maps.FusionTablesLayer(tableid, {
query: “SELECT indirizzo FROM ” + tableid + ” ORDER BY ST_DISTANCE(indirizzo, LATLNG(44.03, 12.56)) LIMIT 5”  }
);
layer.setMap(map);

}
</script>
</head>
<  body onload=”initialize()”>
<div id=”map_canvas”>

</body>
</html>

mentre il risultato lo potete trovare qui.

Inutile dire che le potenzialità sono infinite. Potremmo infatti gestire come variabili sia il punto da cui calcolare le distanze (magari prendendola da un dispositivo mobile una volta impostato il parametro sensor a yes), sia il numero di markers da considerare (attraverso un FORM dal quale ricavare in input detto parametro).

Nella documentazione ufficiale Google Fusion Tables potete trovare gli altri esempi, fate qualche esperimento e… buon divertimento.

Linkografia

@ Search your geo data using spatial queries from Fusion Tables!
@ Google Fusion Table API

Visualizzazione markers su una Yahoo! Map

Complichiamo solo leggermente il codice presente nel post precedente per consentire la visualizzazione di due markers sui quali viene associata la visualizzazione di un testo se vi ci si clicca sopra.
Il marker viene visualizzato attraverso il metodo map.addOverlay(); ad esso viene associato l’ l’evento MouseClick al cui verificarsi verrà elaborata la funzione openSmartWindow.

Segue la parte di codice che gestisce il tutto e naturalmente, potrete vedere il risultato cliccando qui.

// Crea il primo marker
var marker1 = new YMarker(“Viale Italia, 40, la spezia, italia”);
// Stringa da visualizzare cliccando sul primo marker
var contenuto1 = “Qui ho abitato dalla nascita al 1990

“;
// Apre una finestra al verificarsi dell’evento ‘click’ sul marker
YEvent.Capture(marker1, EventsList.MouseClick,
function() {
marker1.openSmartWindow(contenuto1);
});
// Visualizza il marker
map.addOverlay(marker1);

// Crea il secondo marker
var marker2 = new YMarker(“Via pontegrande 120, la spezia, italia”);
// Stringa da visualizzare cliccando sul secondo marker
var contenuto2 = ”

Qui ho vissuto dal 1990 al 2000

“;
// Apre una finestra al verificarsi dell’evento ‘click’ sul marker
YEvent.Capture(marker2, EventsList.MouseClick,
function() {
marker2.openSmartWindow(contenuto2);
});
// Visualizza il marker
map.addOverlay(marker2);

Per semplicità mi sono limitato a ripetere per ogni marker i passi necessari alla loro visualizzazione. Volendo ricercare una soluzione più raffinata, avremmo potuto includere i dati da visualizzare in un array e visualizzare il tutto tramite un ciclo iterativo. Ma questo potrebbe essere oggetto di un ulteriore post.
Alla prossima.

Introduzione alle Yahoo! Maps

Sempre stimolato da digitaladoptive, unico antidoto contro la cronica mancanza di tempo necessaria per riempire di contenuti questo blog, stavolta voglio introdurre ai neofiti del mashup le API di Yahoo! Maps.
Per chi ha avuto la pazienza di leggere i miei post riguardanti le API di Google Maps, si accorgerà che i metodi e le sintassi sono molto molto simili.
Il semplice obiettivo di questo post è di inserire una Yahoo! Map, centrata in un particolare punto del globo terracqueo, in una pagina web.
Per iniziare a lavorare, abbiamo bisogno di un account Yahoo! su quale chiedere una chiave (“application id“). Almeno nelle prime fasi, non avremo bisogno di uno spazio web: a differenza delle API di Google Maps, le API di Yahoo! Maps lavorano anche in locale, cioè sul proprio PC (purchè collegato alla Rete, evidentemente)

Per chiedere la chiave, come si diceva, è necessario avere un account Yahoo! e andare alla seguente pagina

Si presenterà la seguente schermata dove inserire alcuni dati:

Alcune delucidazioni:

1. Il Vostro account Yahoo! apparirà di default
2. Selezionate “Generic”
3. Potete inserire qualunque cosa
4. Potete inserire qualunque cosa
5. Non è un campo obbligatorio ma, a vostra futura memoria, suggerisco di inserire l’indirizzo della pagina web dove inserirete la mappa
6. Inserite la vostra e-mail
7. Inserite una breve descrizione

Il resto non consideratelo.

Nella pagina che segue otterrete una stringa di caratteri che copierete nel codice qui in basso dove indicato.

Il codice è diffusamente commentato, non dovreste avere problemi di comprensione (ma sono qui a vostra disposizione!)

<head>
<script type=”text/javascript” src=”http://api.maps.yahoo.com/ajaxymap?v=3.0&appid= INSERITE_QUI_LA_YAHOO_ID_RICHIESTA_SUL_SITO”></script>

<!– Definizione struttura pagina: messa la mappa di dimensioni 550×450 px //–>

<style type=”text/css”>
#spaziomappa {
width: 550px;
height: 450px;
align: center;}
</style>

</head>

<body>
<div id=”spaziomappa” align=”center”></div>
<script type=”text/javascript”>

// centra la mappa alle coordinate indicate (lat, long)
var lat = 44.063889;
var long = 9.883333;

// definizione coppia di coordinate che identificano il Golfo della Spezia
var punto = new YGeoPoint(lat, long);
var livellozoom = 7

// Definisce l’oggetto map che caricherà una mappa nell’elemento “spaziomappa” della pagina web
var map = new YMap(document.getElementById(‘spaziomappa’));

// Aggiunge la barra di controllo che consente tre tipi di visualizzazione:
// cartina (REG), satellite (SAT) e ibrida (HYB)
map.addTypeControl();

// Aggiunge il controllo per lo zoom
map.addZoomLong();

// Imposta il tipo di mappa, in questo caso ibrida; per altri tipi di visualizzazione
// Si può usare SAT (satellite) o REG (cartina)
map.setMapType(YAHOO_MAP_HYB);

// Mostra la mappa centrata alle coordinate definite dalla variabile ‘punto’al
// livello 7 di zoom
map.drawZoomAndCenter(punto, livellozoom);

</script>
</body>

Il risultato lo potete trovare qui.
Nelle prossime puntate cercheremo di fare qualcosa di più, per adesso mi limito a suggerirvi i links alla documentazione ufficiale di Yahoo! Maps API (inglese):

I primi controlli e metodi nell’utilizzo delle Google Maps

Cominciamo a fare qualche modifica sul file dell’articolo precedente per rendere ancora piu’ utile il nostro lavoro.
La mappa del post precedente non ci consentiva nè di muoverci nella mappa nè di zoomare attravero i classici comandi di Google Maps. Supponiamo di avere la necessità di inserire tali controlli. Supponiamo inoltre di avere l’esigenza di inserire nel nostro sito una mappa centrata su un particolare punto, inserendo in quello stesso punto una descrizione.
Per quanto riguarda la centratura della mappa, si ricorre al metodo

map.setCenter(new GLatLng(lat, long), livellozoom);

Per fare ciò abbiamo bisogno di conoscere sia la latitudine che la longitudine (N.B. in formato decimale, non in gradi) del punto ove andremo a centrare la mappa. A tale scopo o annotiamo i dati del nostro gps oppure utilizziamo applicazioni come http://mygeoposition.com/ .
Per quanto riguarda i controlli, sarà sufficiente utilizzare i metodi

map.addControl(new GMapTypeControl());

map.addControl(new GSmallMapControl());

map.addControl(new GLargeMapControl());

map.addControl(new GScaleControl());

il primo controllo permette di selezionare il tipo di mappa (Mappa, Satellite, Ibrida); il secondo e il terzo consentono di attivare la barra di navigazione (le frecce per spostarsi) e i pulsanti per lo zoom, nelle due versioni piccola e grande; il quarto permette di visualizzare la scala della nostra mappa.
Infine, per quanto riguarda la finestra di dialogo, si utilizza il metodo

map.openInfoWindow(map.getCenter(), document.createTextNode(“testodavisualizzare”));

Il lavoro svolto finora lo potete trovare qui; segue il documento html completo.

<!DOCTYPE html PUBLIC “-//W3C//DTD XHTML 1.0 Strict//EN”
http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-strict.dtd”&gt;

<html xmlns=”http://www.w3.org/1999/xhtml”&gt;
<head>
<meta http-equiv=”content-type” content=”text/html; charset=utf-8″/>
<title>Esempio 2</title>
<script src=”http://maps.google.com/maps?file=api&v=2
&key=ABQIAAAAynaMdsZYAs5aITp8oGFoixTaBdm2rMFwTfjoALLN-mPT1dOPXBTTmmyWoK3
otqrSo4SXBqg8UMWHOA” type=”text/javascript”></script>

<script type=”text/javascript”>

//<![CDATA[
function load() {
if (GBrowserIsCompatible()) {
var map = new GMap2(document.getElementById(“map”));

// ***** Centro la mappa su Spezia livello di zoom 16
map.setCenter(new GLatLng(44.111206, 9.834749), 16);

// ***** Visualizza controllo – Zoom Piccolo
map.addControl(new GSmallMapControl());

// ***** Visualizza controllo Tipo Mappa
map.addControl(new GMapTypeControl());

// ***** Visualizza la scala della mappa
map.addControl(new GScaleControl());

// ***** Apre finestra informativa
map.openInfoWindow(map.getCenter(),document.createTextNode(“La casa dove sono
nato: Viale Italia 40, La Spezia”));
}
}

//]]>
</script>
</head>
<body onload=”load()” onunload=”GUnload()”>
<div id=”map” style=”width:600px;height:400px”></div>
</body>
</html>


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