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In Europa Twitter è una perdita di tempo

Nel solco della tradizione secondo cui l’America sarebbe sempre una spanna avanti rispetto all’Europa, vi segnalo quest’articolo apparso su Forbes, ripreso da M.V. Principato su Downloadblog.it. Il tema: il sostanziale disinteresse delle grandi aziende europee nei confronti di Twitter. Secondo l’articolo pare che molte corporate del Vecchio Continente non abbiano mai sentito parlare di Twitter, e nei rari casi in cui ciò sia accaduto, questa applicazione di microblogging sia addirittura considerata una perdita di tempo. Certamente i casi citati nel pezzo di Forbes non costituiscono un campione rappresentativo. Inoltre, è abbastanza complicato condurre un’analisi di respiro europeo su questo scarso appeal verso Twitter. La lettura dell’articolo mi spinge tuttavia a fare qualche considerazione più “nostrana”.
A metà e a fine Agosto mi ero già occupato di Twitter in una sorta di “lettera aperta” alle piccole imprese, dove evidenziavo che l’utilizzo di piattaforme 2.0 può consentire, a costi praticamente nulli se non quelli legati al knowledge, di migliorare i profili di business. Più che in altri paesi, in casa nostra l’adozione delle tecnologie da parte delle piccole imprese è un grande problema. Ci sono barriere di tipo culturale: storicamente, la competitività delle piccole aziende italiane è sempre passata per la leadership nei costi, aiutata dalle svalutazioni della lira, piuttosto che alla creazione di un vero valore aggiunto. Vi sono poi barriere di tipo infrastrutturale: ancora oggi i costi di collegamento a Internet sono elevati. Twitter non è certo la panacea di tutti i mali nè un strumento universale che possa andare bene a tutte le aziende. Nonostante questo, se spostiamo l’analisi su aziende più grandi, confesso di avere problemi di comprensione. Non riesco a capire come una grossa azienda, che magari spende milioni di euro in R&S o in pubblicità, non tenti di analizzare l’impatto sul proprio business di uno strumento come Twitter, non fosse altro perchè si tratta di uno strumento completamente gratuito. Qui il fattore culturale secondo me diventa preponderante. Da tempo, discipline quali CRM o il marketing relazionale non rappresentano più l’avanguardia degli studi di marketing. In Italia, tuttavia, sembra che l’applicazione di tali concetti si sia fermata semplicemente nell’attivazione dei call center. La nota dolente è che questi, più che un mezzo di relazione con il cliente, sono diventati un’esternalizzazione: curare seriamente i rapporti con i clienti costa e allora ci si affida a personale esterno, precario, spesso mal pagato, che non aderisce ai valori dell’azienda. Il risultato lo conosciamo: ognuno di noi ha una storia di disservizio da raccontare. L’errore di fondo è spiegato benissimo dal paradigma del marketing relazionale:

la qualità viene prodotta localmente nei momenti di verità delle interazioni acquirente/venditore.

Le mie argomentazioni mi conducono dunque ai soliti problemi italiani: la gerontocrazia dei CEOs, il pensiero unico, l’applicazione con molto ritardo dei concetti della scienza del marketing che si evolve, la scarsa attitudine alla tecnologia. Molti bloggers su questo aspetto cavalcano l’onda dell’ottimismo: esiste una generazione di uomini e donne, i famosi nativi digitali, che respirano quotidianamente tecnologia e applicativi web 2.0. Su questo punto, almeno in Italia, io sono cauto. Tempo fa ho assistito a una lezione universitaria in un corso di laurea in Comunicazione Pubblicitaria. Si parlava di applicazioni Web 2.0 e di branding virtuale. Sono rimasto sorpreso dalla scarsa conoscenza degli studenti persino di strumenti come il blog! Se questi ragazzi saranno gli esperti di marketing di domani, non usciremo mai da questo circolo vizioso che vede gli altri Paesi correre mentre noi segnamo il passo.

 Lascio a voi ulteriori riflessioni, critiche su quanto ho detto e, perchè no, segnalazioni di case study di aziende italiane che abbiamo incluso con profitto Twitter nelle proprie strategie.

Linkografia
@ Come i grandi brand utilizzano Twitter
@ Twitter for business: un case study. Dell
@ Why Europe’s CEOs Should Twitter
@ Twitter in Europa non attacca
@ Di quando sono tornato a scuola
@ Declino economico italiano (voce Wikipedia)

Case study Enterprise 2.0

Brevissimo post per segnalarvi l’ottimo lavoro di Emanuele Quintarelli, che nel blog The Social Enterprise riporta un interessante case study sull’introduzione dei concetti Enterprise 2.0 e Web 2.0 all’interno di una PMI italiana. Articoli come questi sono ancora merce rara, anzi se ne conoscete altri sarebbe utile condividerli in questo spazio. Ecco il link

@ Il caso Lago: Enterprise 2.0 come arma strategica della PMI

Twitter for business

A prima vista Twitter non rappresenta certo un buon viatico per dimostrare a un piccolo imprenditore le potenzialità offerte dalle piattaforme 2.0.
Eppure, se l’azienda ha almeno alcune caratteristiche, se l’imprenditore dimostra di essere sufficientemente open-minded, non dovrebbe essere difficile riconoscere le potenzialità business di questo strumento di microblogging.
Focalizziamo l’attenzione su una piccola azienda, con una piccola rete locale, con persone che si spostano sul territorio e utilizzano più o meno frequentemente la posta elettronica.
I vantaggi competitivi che può regalare Twitter possono essere riassunti in quattro macro-categorie: gestione del tempo, diffusione di notizie, logistica, P.R. / marketing.

1. Gestione del tempo
Con Twitter, i membri di un gruppo di lavoro possono scambiarsi messaggi istantanei riguardanti l’andamento di uno o più progetti. Da questo punto di vista, Twitter è molto più rapido e flessibile della posta elettronica, dando tra l’altro ai responsabili la possibilità di avere una sorta di Timeline del lavoro svolto (lascio volutamente da parte strumenti ancora migliori come Plurk).
In caso di più gruppi o reparti, la confusione generata dall’accavallarsi delle notizie, di cui inspiegabilmente Twitter non si cura, può essere risolta utilizzando alcune applicazioni quali Twitter Groups, Twitly (a mio parere più amichevole nell’interfaccia), #hashtags   (il cui funzionamento è spiegato dall’ottimo post di vincos).

2. Diffusione notizie
E’ molto più semplice condividere una notizia o un link attraverso Twitter che non con la posta elettronica, soprattutto per chi in un certo momento della giornata non è nella sede aziendale.
Più complicato condividere immagini, magari scattate dal proprio cellulare. Per le aziende la cui condivisione di immagini è un elemento importante (lo stato avanzamento lavori in un cantiere edile, il lavoro della guida turistica nell’altro emisfero, ecc.), una soluzione è Twitxr (che sarebbe un’ottimo sostituto di Twitter se non fosse che è poco frequentato e quindi poco utile per le attivita’ di cui al punto 4), o applicazioni “a margine” come Twitpic e di cui ho parlato in questo articolo.

3. Logistica
Twitter può essere aggiornato da un PC che non è il proprio, via e-mail (tramite Twittermail) o via SMS; che tu sia un venditore, un trasportatore, un fattorino, lo stesso responsabile fuori sede, puoi comunicare la tua posizione o ciò che stai facendo ovunque ti trovi (per semplicità non mi addentro nella giungla delle applicazioni geotagging).

4. Pubbliche Relazioni / Marketing
Entriamo in una fase più complessa da implementare, nel senso che necessita di qualche sforzo in più e di minime competenze di marketing per evitare devastanti boomerang in tema di credibilità.
Un primo approccio è quello di identificare gruppi di utenti Twitter che hanno medesimi interessi. A tale scopo ci possiamo affidare a Twellow.com. Il passo successivo è quello di diventare followers di tali utenti e con strategie oculate (e non invasive) di comunicazione attrarli verso si sè.
Una seconda possibilità, piuttosto frequente in U.S.A., è quella di utilizzare Twitter per sapere cosa si dice della nostra azienda, del nostro prodotto o servizio, o del segmento di mercato nel quale siamo posizionati. A tale scopo è sufficiente utilizzare servizi come Twittersearch oppure Twitdir , che consentono di cercare all’interno di tutti i post una determinata parola.
In un sistema integrato, infine, Twitter può essere utilizzato per veicolare l’indirizzo del sito web, del blog aziendale, della nostra presenza su altri siti di social networking .

Linkografia

    (english)
@Twitter in the Office: Fast, Aware, Open Teams
@Eight Ways Twitter is Useful Professionally
@How to Use Twitter Productively
@Twitter for Business (contiene un’ottima Beginners’ Start Guide in pdf)

    (italiano)
@ Twitter e business: il microblogging applicato all’azienda
@ Twitter e la comunicazione aziendale
@ Hashtags: un po’ d’ordine su Twitter


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