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Trasformare l’argento in oro

Saga è una società assicurativa inglese presente on-line con un portale dedicato ai silver surfers, ovvero gli utenti Internet con più di 50 anni di età. Tramite il sito web Saga gli utenti possono accedere a tutta una serie di servizi, da quelli più orientati al business (preventivi gratuiti su diversi tipi di polizza) a più personali, come ad esempio consulenze mediche on line e la la possibilità di accedere a Saga Zone, community per over 50 dove ogni utente può attivare un rete di contatti con i coetanei ed anche creare il proprio blog.
Si tratta dunque di un’azienda virtuosa, che conosce bene il suo target di riferimento, condivide contenuti tipici del social networking e sposa dunque perfettamente il paradigma Web 2.0.

La visita di questo sito ed il confronto con quanto accade nel nostro Paese mi ha spinto a fare due considerazioni:

1) Il tema dell’accessibilità: mi sembra sia un tema ancora poco seguito e, in Italia, legato soprattutto al concetto di disabile. Per gli anziani credo che l’accessibilità rivesta una sfaccettatura diversa: oltre a un problema sensoriale (per gli anziani basterebbe un menu con font customizzabile, come già capita di vedere su alcuni siti, qualche colore violento e qualche pop-up di meno) c’è un problema di LINGUAGGIO. Mi pare che generalmente il linguaggio di Internet sia un linguaggio da nuove generazioni, e che giocoforza mette all’angolo fette di popolazione ancorati ad un italiano un po’ diverso.

2) Il tema del digital divide che non è generazionale ma GEOGRAFICO: portali come Saga hanno successo perchè hanno una massa critica di potenziali utenti molto interessante. Dentro ai nostri confini, l’ultima indagine Istat, condotta a febbraio 2007 su 19 mila famiglie (per un totale di 49 mila persone), indica nel 43% il numero di famiglie (con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni, quindi escluse quelle composte da soli anziani) che ha un accesso Internet da casa, contro una media europea del 54 per cento. Per gli “anni d’argento” la cosa è ancora più drammatica. Tra le persone di età compresa tra 60 e 64 anni solo  il 14,9% naviga in Internet (contro ad esempio il 29% degli USA, cioè circa 48 milioni di persone!). Per dare un’idea, la penetrazione di Internet sui “capelli grigi” nostrani è paragonabile a quella in Polonia e Lituania.

E’ appena il caso di ricordare che uno dei target più appetibili dai marketers, in virtù della loro elevata capacità di spesa, è proprio quella dei baby-boomers, cioè la coorte dei nati tra il 1946 e il 1964. Solo negli Stati Uniti sono circa 78 milioni di persone, mentre in Italia la cifra si aggira intorno ai 15 milioni. 15 milioni di potenziali creatori di utile per le imprese. Ma le aziende nostrane lo sanno?

Un paese in declino, lasciatemelo dire, si vede anche su queste cose.

Brevissima linkografia

# Saga: doing it properly
# Istat, Italia diciottesima in Europa per diffusione di Internet
# Internet con i capelli bianchi
# More Adults Over 50 Use the Internet than Ever Before

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