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Fare affari a tutta Birra

Era il 1996 ed ero socio di un piccolo Internet Provider. Ricordo ancora le resistenze di quanti erano stati quasi “costretti” a lasciare il fax per la posta elettronica e che, perlomeno non da subito, non ne avevano compreso gli indubbi vantaggi (costi telefonici a parte). Oggi, quegli stessi, piccoli imprenditori e professionisti, non riescono ancora a cogliere le potenzialità di alcune applicazioni Web 2.0 e di come queste possano semplificare il loro lavoro.

Proprio a loro vorrei dare un contributo, e a tale scopo parto da lontano.
Sabato 16 Agosto 2008 c’è stata la prima Twitbeer, niente di più che un incontro reale tra alcuni utenti del sistema di microblogging Twitter per bersi una birra al pub e fare due chiacchiere in amicizia.

Per arrivare all’incontro sono state compiute delle attività che per i partecipanti sono state naturali, e che con un piccolo sforzo possono diventare tali anche per aziende che magari non hanno grandi risorse da investire nelle tecnologie informatiche ma che possono, nel loro piccolo, ottenere grossi benefici a costo quasi zero (se non quello legato allo sforzo per l’apprendimento) utilizzando alcuni strumenti. Penso a piccoli alberghi, a piccole aziende di trasporto, ad agenzie per l’organizzazione di eventi ed anche aziende più strutturate, dove l’attività di segreteria può essere semplificata.

Ma vediamo come si è arrivati alla Twitbeer:

1. Attraverso Twitter, sistema di microblogging, è stato proposto l’evento in maniera molto generale

2. Attraverso Facebook e Ning, sistemi di social networking, sono state date maggiori informazioni ai potenziali partecipanti

3. Attraverso un Google Document, documento in rete e modificabile da chiunque, i potenziali partecipanti hanno dato il loro parere sul tipo di serata da fare e sul tipo di locale dove vedersi

4. Attraverso duei sondaggi su Doodle si sono scremate prima una serie di date, poi ci si è concentrati su quelle che consentivano maggiore partecipazione fino alla scelta della data più gradita

5. Uno dei partecipanti crea una serie di logo dell’iniziativa e li condivide attraverso Share Acrobat

6. Una volta deciso esattamente il luogo e il giorno ci si conta attaverso Eventbrite e il Google Calendar. Per chi non conosce il luogo e come arrivare, una Google Map dà la collocazione geografica dell’evento.

7. Durante l’iniziativa alcuni momenti vengono condivisi in Rete tramite messaggi su Twitter.

8. Conclusa l’iniziativa, le foto dell’evento vengono inserite su Flickr, e i partecipanti/non partecipanti possono inserire i propri commenti.

Ora, è sufficiente sostituire la motivazione prettamente ludica di una birra tra amici organizzata in Rete con l’organizzazione di un convegno, di un seminario di lavoro, l’implementazione di una gestione degli appuntamenti o di un piccolo sistema di promozione della propria azienda basato sull’interattività. Ci si renderà conto che da quattro chiacchiere attorno a un tavolo, il salto a concrete possibilità per migliorare il proprio business è molto breve.

Queste poche righe non hanno lo scopo di dare supporto tecnico per l’utilizzo delle piattaforme citate. D’altra parte si tratta di strumenti piuttosto semplici da usare, non più complicati (anzi meno) del manuale di istruzioni di un fax o una fotocopiatrice (ma il punto è: quanti leggono i manuali di istruzione?). Basta solo un minimo di apertura mentale e di una conoscenza base dell’inglese (ma sempre in Rete ci sono migliaia di risorse in italiano che facilitano l’apprendimento e permettono di superare eventuali dubbi).

Concludo con alcuni consigli:

1. Lasciate stare la scusa “di informatica non ne capisco niente“. Siete così bravi a non mollare, a non scoraggiarvi, a cercare nuovi clienti, a ridurre i costi. Perchè allora quando vedete un monitor e un mouse vi autolimitate?

2. Se non volete gestire la cosa in proprio, non vi affidate al ragazzino appassionato di computer. E’ vero, lo pagate poco (o nulla), lui è bravo col PC ma non e’ quasi mai in grado di sintonizzarsi sulle problematiche del vostro business; meglio pagare un’ora di consulenza a chi conosce come funziona un’azienda oltre che come funziona Internet, sono soldi meglio spesi

3. Non pensate di mettere in piedi un sistema di marketing interattivo in un giorno. La ricetta è sempre la solita: un passettino alla volta, verso un obiettivo ben definito

Piccola linkografia:

@ Twitter e business: il microblogging applicato all’azienda
@ Twitter e la comunicazione aziendale
@ Web Utility: Doodle
@ Social Media Marketing con Flickr
@ Le applicazioni del Web 2.0 al marketing e alla comunicazione aziendale

Fire Eagle: per adesso ancora un pulcino

Proprio stamattina ho ricevuto l’invito per registrarmi su Fire Eagle, l’applicazione geospaziale sviluppata da Yahoo ed attualmente in fase di beta-testing.
Inseriti i dati di rito, ho seguito le istruzioni ed ho aggiornato la posizione nella quale mi trovo. A parte questo, almeno per ora, l’applicazione non offre molto altro, se non l’integrazione con altri sistemi geospatial tra cui cito Brightkite o Dopplr, nettamente superiori a mio avviso. E’ anche possibile l’aggiornamento della propria posizione tramite un opportuno bot su Twitter sviluppato da terze parti (Firebot appunto) e naturalmente via cellulare.
E’ ancora troppo presto per dare un giudizio finale: oltre allo sforzo dei developers, come al solito, è necessaria una massa critica di utenti per diventare una applicazione web 2.0 davvero interessante.
Staremo a vedere, nel frattempo potete trovare (poche) ulteriori informazioni qui: http://developer.yahoo.com/fireeagle/ .

Come cambia la comunicazione nell’era del Web 2.0

Un interessante post su Socialware che credo possa suscitare parecchie riflessioni.

http://www.socialware.it/riflessioni/la-guerra-e-finita-lo-dice-il-tag


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